Terra rossa e terra verde: perché quel colore
Da dove viene il colore della terra rossa? Materiale della terra rossa e della terra verde, strati del campo, effetto sul gioco e palette per una parete.
Aurecort
10/9/20269 min read
La terra rossa è la superficie più riconoscibile del tennis: un campo rosso, righe bianche, un giocatore che scivola. Ma la terra non ha un solo colore. In Europa è rosso mattone; nell’est degli Stati Uniti è grigio-verde. Questo articolo risponde a tre domande: perché la terra rossa è rossa, che cos’è la terra verde e in che cosa le due si distinguono per materiale, gioco e aspetto. Alla fine potrete guardare la fotografia di un campo e dire quale terra state vedendo, e decidere quale tono scegliere per portare quel colore su una parete.
Perché la terra rossa è rossa: si chiama terra ed è mattone
Quasi tutti i campi in terra rossa sono fatti oggi non di argilla naturale, ma di mattone frantumato. Il rosso viene dal mattone stesso: durante la cottura il ferro contenuto nell’argilla si ossida e dà al mattone il suo noto tono rossastro. Per questo il colore di un campo dipende dal mattone usato; la gamma va dal giallo chiaro al rosso intenso, e il rosso di un circolo non è mai proprio quello di un altro.
I nomi della superficie raccontano la stessa storia da una lingua all’altra. Il francese «terre battue» significa terra battuta, l’italiano dice terra rossa; in tedesco il materiale si chiama «Ziegelmehl», alla lettera farina di mattone. L’inglese «clay» (argilla) descrive l’aspetto, non il materiale. Il mattone, del resto, non è l’unica soluzione: esistono campi in scisto bruciato in Gran Bretagna e in terra di formicaio frantumata in alcune zone dell’Australia. Un confronto generale tra le superfici si trova nell’articolo sulle superfici dei campi e i loro colori; qui si parla solo della terra.
Come è nata la terra rossa
La storia della terra rossa comincia alla fine dell’Ottocento a Cannes, in Costa Azzurra. Si racconta che il campo in erba di due fratelli gemelli inglesi, campioni della loro epoca, non reggesse il sole del Mediterraneo. La soluzione fu coprire l’erba con una polvere fine, ricavata da vasi di terracotta rotti prodotti nella vicina Vallauris. L’idea funzionò, a Cannes in breve tempo vennero realizzati decine di campi allo stesso modo e la polvere di mattone sostituì a poco a poco quella dei vasi.
All’inizio del Novecento fu messa a punto in Inghilterra una superficie che drenava più in fretta, fatta di una miscela di mattone frantumato e scisto bruciato. La logica dei campi di oggi è la stessa: sotto, strati che drenano; sopra, una polvere fine.
Gli strati di un campo in terra
Il rosso è soltanto la superficie del campo. Le misure pubblicate per i campi del Roland Garros danno la sezione di un tipico campo in terra; i numeri variano leggermente a seconda della fonte.
In cima ci sono 1–2 millimetri di polvere di mattone rosso. È lo strato che dà il colore e la scivolata.
Sotto ci sono circa 6–8 centimetri di calcare bianco compattato. È la vera base di gioco del campo.
Più sotto vengono circa 7–10 centimetri di scorie, un residuo di carbone. Trattengono l’acqua e danno elasticità al campo.
In fondo ci sono 25–30 centimetri o più di ghiaia o pietrisco, il cui compito è sostenere il campo e drenare l’acqua.
Questa sezione spiega due cose. La prima: lo strato rosso è così sottile che, dove si consuma, affiora la base chiara sottostante; il colore del campo è un velo che si rinnova con regolarità. La seconda: un campo in terra è una superficie viva che richiede cure; si bagna, si spazzola e si rulla.
Che cos’è la terra verde
La terra verde è fatta di pietra, non di mattone. Il suo materiale è il metabasalto, una roccia dura e verdastra delle Blue Ridge Mountains, in Virginia, negli Stati Uniti; la roccia viene frantumata, vagliata e miscelata in proporzioni fisse. La superficie fu messa a punto all’inizio degli anni Trenta da un ingegnere americano che cercava un rimbalzo più regolare; usata per la prima volta nel 1932 nello stato del Maryland, si è fatta conoscere con il nome commerciale Har-Tru. Secondo il produttore, la superficie è porosa e asciuga in fretta dopo la pioggia.
Il suo colore non è un verde brillante, ma un grigio-verde. Si trova soprattutto nell’est e nel sud degli Stati Uniti e nel Canada centrale e orientale. In Europa e in America Latina la terra abituale è rossa.
Terra rossa e terra verde: le differenze
Materiale
La terra rossa è argilla cotta, cioè mattone, ridotta in polvere; la terra verde è roccia naturale frantumata. Entrambe sono posate come uno strato superiore sciolto e granulare sopra una base che drena l’acqua.
Colore
La terra rossa ha un tono mattone caldo, che si scurisce con l’umidità. La terra verde è un verde freddo, grigiastro. Su un campo rosso la pallina gialla crea un contrasto forte; su un campo verde la differenza di tono è più morbida.
Gioco
Sono entrambe superfici lente: la pallina perde parte della sua velocità all’impatto e rimbalza relativamente alta, i giocatori arrivano sulla palla in scivolata e gli scambi si allungano. La terra verde è considerata un po’ più dura e un po’ più veloce della rossa. Su entrambe la pallina lascia un segno, che aiuta a mostrare se era dentro o fuori.
Geografia e tornei
La stagione professionistica sulla terra si gioca in primavera, soprattutto in Europa e sulla terra rossa; in questo periodo cadono i grandi tornei di Monte Carlo, Madrid e Roma, e anche il Roland Garros, l’unico dei quattro tornei del Grande Slam giocato sulla terra. L’indirizzo più noto della terra verde nel calendario professionistico è il torneo femminile di Charleston, nella Carolina del Sud. La terra verde ha anche un passato da Grande Slam: lo US Open si è giocato su questa superficie per tre anni, dal 1975 al 1977.
Distinguere le due terre in una fotografia
Nella fotografia di un campo bastano di solito tre segni. Il primo è il colore: un tono mattone o cotto indica la terra rossa, un verde opaco e grigiastro la terra verde; il verde di un campo in cemento è più piatto e più saturo. Il secondo è la superficie: sulla terra si vedono impronte e segni di scivolata, zone chiare consumate intorno alla riga di fondo e i segni della spazzolatura; sul cemento nulla di tutto questo. Il terzo è il luogo: un campo in terra fotografato in Europa o in America Latina è quasi sempre rosso, uno fotografato sulla costa orientale degli Stati Uniti può essere verde.
Il colore della terra cambia il gioco?
A cambiare il gioco è il materiale, non il colore. La prova più nota si è avuta a Madrid nel 2012: la terra rossa fu tinta di blu perché la pallina si vedesse meglio in televisione. I giocatori trovarono la superficie scivolosa e l’anno seguente il torneo tornò al rosso. Il rosso tiene il suo posto per una tradizione di materiale, non per una scelta di design.
L’umidità, invece, cambia il colore ogni giorno. Un campo bagnato si scurisce e la polvere si assesta; un campo che asciuga schiarisce e diventa polveroso. Poiché la superficie assorbe l’acqua, con una pioggia leggera si può continuare a giocare. In questo momento della stagione il circuito si gioca sul cemento; i tornei della settimana si possono seguire nell’articolo di Aurecort sul tennis di oggi.
Passo dopo passo: portare il colore della terra su una parete
Il primo passo è decidere quale terra volete. La terra rossa dà una palette calda e familiare, la terra verde una palette pacata e insolita.
Il secondo passo è scegliere il tono. Un campo appena bagnato è di un rosso cotto scuro e saturo; un campo asciutto è chiaro e polveroso. Il tono scuro crea un punto di attenzione forte, quello chiaro si porta più facilmente su grandi superfici.
Il terzo passo è regolare la proporzione. Il rosso è un colore dominante; la grandezza dell’area rossa nell’opera si valuta insieme agli altri toni caldi della stanza.
Il quarto passo è conoscere il colore opposto. Rosso e verde stanno uno di fronte all’altro sul cerchio cromatico; la terra rossa si equilibra con un contesto verde, la terra verde con il legno e un bianco caldo.
Il quinto passo è la superficie. La texture polverosa e opaca della terra risulta più convincente su una superficie opaca; le opere a tema campo si possono vedere nella Serie Quadri, nel formato standard 50 × 70 cm. Come lavorano insieme colore, texture e composizione è spiegato nell’articolo quadri di tennis: colore, texture e composizione.
Errori frequenti
Scambiare la terra rossa per terra o per argilla è il primo equivoco. La superficie rossa di oggi è mattone frantumato, non argilla naturale.
Scambiare la terra verde per terra rossa tinta è il secondo. La terra verde è un altro materiale: metabasalto frantumato.
Credere che lo strato rosso sia spesso è il terzo. La polvere che dà il colore misura solo uno o due millimetri; il corpo del campo è fatto di calcare, scorie e ghiaia.
Pensare che tutti i campi in terra abbiano lo stesso rosso è il quarto. Il tono cambia con il mattone usato e con l’umidità della giornata.
Credere che il colore decida la velocità è il quinto. La velocità la decidono materiale, compattazione e umidità; la prova della terra blu lo ha mostrato.
Stendere il rosso su ogni superficie di una parete è il sesto. Il rosso mattone funziona come punto di attenzione di una sola opera e chiede intorno una zona neutra.
Domande frequenti
Perché la terra rossa è rossa?
Perché la sua superficie è mattone frantumato, e il mattone diventa rossastro quando il ferro dell’argilla si ossida in cottura. Questa polvere è spessa solo 1–2 millimetri; il calcare che sta sotto è bianco.
Dove si usa la terra verde?
Soprattutto nell’est e nel sud degli Stati Uniti e nel Canada centrale e orientale. Il suo esempio più noto nel calendario professionistico è il torneo femminile di Charleston.
La terra verde è più veloce della terra rossa?
Un po’. La terra verde è considerata leggermente più dura e veloce della rossa; entrambe restano comunque lente rispetto al cemento e all’erba.
È mai esistito un campo in terra blu?
È stato provato per un anno al torneo di Madrid, nel 2012: la terra rossa fu tinta di blu. I giocatori trovarono la superficie scivolosa e nel 2013 il torneo tornò al rosso.
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