Plexiglass o tela: quali differenze

Quadro in plexiglass o su tela? Le differenze di superficie, riflessi, colore, peso e cura, e la parete adatta a ciascuno.

Aurecort

10/7/20265 min read

La stessa composizione diventa due opere diverse su due materiali diversi. Scegliere tra un quadro in plexiglass o tela non è soltanto una questione di stampa: decide come la superficie incontra la luce, come si posa il colore, quanto il quadro si stacca dalla parete e come lo si cura negli anni. Questo articolo passa in rassegna le differenze una alla volta: materiale, luce, colore, peso, ambiente e cura.

Quadro in plexiglass e tela: due materiali diversi

La tela è un tessuto di cotone o misto cotone e poliestere, teso su un telaio di legno; l'immagine sta sulla superficie del tessuto. Il rilievo sottile della trama si avverte sempre. Il plexiglass, o vetro acrilico, è una lastra rigida: più leggera del vetro, molto più resistente agli urti, trasparente e perfettamente liscia. In un quadro in plexiglass l'immagine sta di solito dietro la lastra, e il colore si guarda attraverso qualche millimetro di materiale trasparente.

Questa differenza di costruzione è il punto di partenza di tutto il resto. Sulla tela l'immagine è sopra la superficie, come qualcosa che si potrebbe toccare. Dietro il plexiglass sta come dentro una teca.

Bordo e profondità

Tesa su un telaio, la tela sporge di qualche centimetro dalla parete; i bordi sono rivestiti dall'immagine oppure chiusi da una cornice. Il plexiglass è una lastra sottile, spesso appesa con un piccolo distacco, che lascia dietro di sé un'ombra morbida. La prima ha il peso di un oggetto; il secondo sembra sospeso.

La luce: superficie opaca, superficie lucida

La tela diffonde la luce. Anche di fronte a una finestra non dà riflessi e si legge allo stesso modo da ogni angolo. Il plexiglass restituisce la luce: la superficie è lucida e mostra la finestra di fronte, una lampada, a volte l'intera stanza. Non è un difetto, è il carattere del materiale; ma decide la collocazione. Un quadro in plexiglass dà il meglio su una parete dove la luce arriva di lato, non proprio di fronte a una finestra. Se si usa un faretto, la luce arriva dall'alto e in diagonale, non frontale.

Sulla tela la luce fa un altro lavoro: la luce radente fa emergere la trama e, dove c'è, il rilievo del colore. Una tela con texture a impasto cambia nel corso della giornata, man mano che la luce si sposta.

Colore e nitidezza

Il plexiglass dà profondità al colore. Lo strato trasparente scurisce i neri, ravviva i toni saturi e rende le linee più nette. Gli elementi sottili ed esatti, come le linee di un campo, sembrano tracciati con il righello. La tela ammorbidisce il colore: la trama spezza leggermente i bordi netti e i toni appaiono più opachi e più caldi. Lo stesso rosso della terra battuta si legge più vivo e grafico dietro il plexiglass, più polveroso e pittorico sulla tela.

Anche la distanza di osservazione cambia la differenza. Il plexiglass resta nitido da lontano; perfino dalla parete opposta di un ambiente ampio le linee si leggono. La tela invita ad avvicinarsi: a uno o due passi si vedono la trama e la traccia del colore, e la superficie si quieta man mano che ci si allontana. Un'opera in fondo a un lungo corridoio e una subito dietro il divano non devono per forza essere dello stesso materiale.

Le scelte di colore e di inquadratura sono un tema a sé, trattato in quadri di tennis: colore, texture e composizione.

Peso, fissaggio e formato

A parità di formato la tela è decisamente più leggera di un quadro in plexiglass; sulla maggior parte delle pareti basta un solo punto di fissaggio. Una lastra di plexiglass pesa di più e la ferramenta si sceglie di conseguenza: un profilo di sospensione applicato sul retro oppure distanziali fissati agli angoli. Le pareti cave, come il cartongesso, richiedono tasselli adatti per entrambi i materiali, a maggior ragione per il plexiglass.

Nel formato i due materiali possono coincidere. Da Aurecort il formato standard di entrambi è 50 × 70 cm; così una tela e un'opera in plexiglass possono stare fianco a fianco sulla stessa parete, alla stessa altezza.

Serve una cornice?

La tela si può appendere senza cornice; il bordo del telaio resta a vista e l'insieme risulta più informale. Una sottile cornice in legno raccoglie il bordo, stacca il quadro dalla parete e gli dà il portamento di un oggetto finito. Le opere della serie su tela di Aurecort arrivano con cornice in legno e pronte da appendere. Il quadro in plexiglass si usa quasi sempre senza cornice: il bordo della lastra traccia già un confine, e una cornice chiuderebbe quella trasparenza. Per questo la tela sta più vicina all'arredo e il plexiglass all'architettura; l'una dialoga con gli oggetti della stanza, l'altro con la parete stessa.

Quale ambiente per il plexiglass, quale per la tela

La scelta segue quasi sempre la luce e il linguaggio dell'ambiente.

Dove sta bene un quadro in plexiglass

Ambienti dalle linee pulite e dall'arredo essenziale; uffici, ingressi e atri di circolo dove prevalgono vetro, metallo e pietra. Poiché la superficie si può pulire con un panno, è una scelta pratica anche vicino alla cucina e nei corridoi di passaggio.

Dove sta bene la tela

Soggiorni, camere da letto e angoli studio con legno, tessuti e tappeti. Negli ambienti con grandi finestre e luce per tutto il giorno si trova a suo agio perché non riflette. Se si cerca un effetto più quieto e pittorico, la tela va nella direzione giusta.

Un limite vale per entrambi: il sole diretto e l'umidità costante. Nessuna superficie stampata conserva il colore del primo giorno dopo anni in pieno sole, e la tela può anche allentarsi in un ambiente umido.

Cura e durata

La tela si spolvera con un panno morbido e asciutto o con un piumino; niente acqua né detergenti. Il tessuto teme gli urti: un oggetto appuntito può lasciare un segno, e gli angoli vanno protetti durante gli spostamenti.

Il plexiglass si pulisce con un panno in microfibra morbido e umido. I detergenti per vetri con alcol o ammoniaca possono rovinare la superficie; la carta da cucina e i panni ruvidi lasciano graffi sottili. Il plexiglass non si rompe facilmente, ma si graffia più facilmente del vetro: è questo il punto a cui badare.

Nel posto giusto e con la cura giusta, entrambi i materiali restano alla parete per molti anni. Nelle opere incorniciate sotto vetro la protezione viene dal vetro UV e dal passe-partout privo di acidi, descritti nella guida alla cornice di qualità archivio. Per plexiglass e tela quel ruolo lo assume la posizione: una parete lontana dal sole diretto e dall'umidità.

Un campo, due materiali: quadro in plexiglass o tela?

Da Aurecort le composizioni che guardano il campo dall'alto esistono in entrambi i materiali, ed è qui che la differenza si vede meglio. La serie su tela porta questa composizione sulla tela con texture a impasto: superficie opaca, linee più morbide, effetto pittorico. La serie in plexiglass presenta lo stesso campo su plexiglass trasparente: superficie liscia, colore profondo, linea esatta.

Bastano tre domande per decidere. C'è una finestra di fronte alla parete? Se c'è, la tela starà più comoda. L'ambiente è netto e contemporaneo, oppure caldo e materico? Il primo tende al plexiglass, il secondo alla tela. Il quadro sarà a portata di mano? Se serve una superficie che si possa pulire, prevale il plexiglass; se preoccupano i graffi, la tela. Quando le risposte si mescolano, riunire i due materiali sulla stessa parete è anch'essa una soluzione valida; un formato e una palette comuni la rendono semplice.

Per insegne e stampe su tela e plexiglass al di fuori della collezione tennis si può guardare il marchio gemello Aurecort Reklam.

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