Come evitare i riflessi sui quadri
Perché un quadro riflette e come evitarlo: la parete rispetto a finestra e lampada, la prova dello specchio, la distanza del faretto, vetro e superficie.
Aurecort
10/10/202610 min read
Se appendete un quadro, fate un passo indietro e al posto dell'opera vedete la finestra, il lampadario o la vostra sagoma, il problema non è nel quadro ma nel suo posto. I riflessi sui quadri sono una questione di geometria semplice tra il punto da cui arriva la luce e il punto da cui si guarda, e quasi sempre si risolvono prima di piantare un chiodo. Questa guida spiega come evitare i riflessi sui quadri: come scegliere la parete rispetto alla finestra e alla lampada, come provare un punto prima di appendere e quale parte ha la superficie.
Da dove vengono i riflessi sui quadri
Una superficie lucida rimanda la luce con lo stesso angolo con cui arriva: l'angolo di riflessione è uguale a quello di incidenza. Per questo il vetro, il plexiglass e le superfici verniciate si comportano come specchi. Perché un riflesso sia visibile, tre cose devono allinearsi: una sorgente di luce, una superficie lucida e un occhio che guarda quella superficie. Spostando una delle tre, il riflesso scompare oppure scivola fuori dall'opera.
Ne esistono due tipi. Il primo è il riflesso d'immagine: nel vetro si riconosce la forma della finestra, della lampada o di uno schermo. Il secondo è più subdolo: una parete chiara di fronte, o semplicemente una stanza luminosa, si riflette come un velo sottile; non si vede una forma precisa, ma i colori appaiono slavati e le zone scure grigie. Questo secondo riflesso viene spesso letto come «la stampa è venuta pallida», mentre a essere pallido non è l'opera, ma il suo posto.
La prova dello specchio: verificare i riflessi prima di appendere
La verifica più affidabile si fa con uno specchietto. Appoggiate lo specchio piatto contro la parete, nel punto in cui cadrà il centro dell'opera, e mettetevi dove la guarderete più spesso: sedetevi sul divano, mettetevi a capotavola, entrate dalla porta. Quello che vedete nello specchio lo vedrete in una cornice con vetro. Se compare la finestra, ci saranno riflessi di giorno; se compare una lampada, ci saranno la sera.
Fate la prova due volte: con la luce del giorno e la sera, con le lampade che tenete accese di solito. Portate lo specchio anche nei punti in cui cadranno i quattro angoli dell'opera; nei formati grandi il centro può essere pulito mentre un angolo cattura la finestra. Se lo specchio mostra soltanto la parete di fronte o i mobili, il punto è adatto.
Tre pareti rispetto alla finestra
La parete di fronte alla finestra
È la parete più difficile per i riflessi: la finestra si vede per tutto il giorno in qualsiasi superficie lucida posta di fronte. È adatta alle superfici opache. Se un'opera sotto vetro deve andare proprio qui, aiutano il vetro antiriflesso oppure, di giorno, una tenda leggera; la tenda trasforma la finestra da rettangolo luminoso in superficie morbida.
La parete perpendicolare alla finestra
Nella maggior parte delle stanze è la parete più comoda. La luce arriva all'opera di lato e si riflette verso l'altro lato della stanza; non raggiunge l'occhio di chi guarda di fronte. L'unica attenzione riguarda l'eccessiva vicinanza alla finestra: se l'opera è subito accanto, la finestra può ricomparire nella superficie guardando di sbieco dall'altro capo della stanza.
La stessa parete della finestra
La parete tra due finestre, o subito accanto a una finestra, non dà riflessi, perché la luce arriva da dietro l'opera. Il problema qui è un altro: l'occhio si adatta alla finestra luminosa e l'opera accanto sembra più scura di quanto sia. Le opere dai toni chiari e dal contrasto netto si leggono meglio su questa parete; per quelle scure e ricche di dettagli bisogna pensare all'illuminazione serale.
Riflessi e danni del sole sono argomenti distinti: il riflesso riguarda ciò che vedete, il sole diretto riguarda l'opera stessa. Delle pareti esposte al sole si parla nella guida come pulire e conservare un quadro.
I riflessi con la luce artificiale: il posto della lampada
La maggior parte dei riflessi serali viene da sorgenti all'altezza degli occhi: una piantana, una lampada da tavolo, uno schermo acceso. Poiché si trovano alla stessa altezza dell'opera, la loro luce rimbalza sulla superficie e torna diritta all'occhio. La soluzione di solito è semplice: spostare la lampada di mezzo metro, girare il paralume oppure appendere l'opera sulla parete a cui la lampada è accostata.
Con i faretti a soffitto conta la distanza del faretto dalla parete. Perché la luce arrivi sull'opera a circa 30 gradi dalla verticale, il faretto deve trovarsi a una distanza dalla parete pari a circa 0,6 volte la differenza di altezza tra il soffitto e il centro dell'opera. In una stanza con il soffitto a 240–270 cm e un'opera con il centro a 145–150 cm, questa differenza è di 90–125 cm; il faretto sta quindi, grosso modo, a 50–70 cm dalla parete. Più lontano, la luce diventa radente e brilla nel vetro; più vicino, la cornice getta ombra sull'opera. Temperatura di colore e livello di illuminazione sono trattati nella guida quadri per ufficio.
Un lampadario al centro della stanza in genere non crea problemi, perché resta sopra la testa di chi è in piedi. Le cose cambiano per le opere che si guardano da seduti: più l'occhio scende, più una sorgente a soffitto può comparire nel vetro. Per questo la prova dello specchio va fatta anche dal punto in cui ci si siede.
I riflessi secondo la superficie: tela, plexiglass, vetro
La tela opaca diffonde la luce e non dà un riflesso definito; è la superficie più tollerante da appendere di fronte a una finestra. Il plexiglass è lucido e mostra con chiarezza ciò che ha davanti; rende il colore profondo e vivo e chiede, in cambio, un posto scelto con cura. Il comportamento dei due materiali alla luce è messo a confronto in quadro in plexiglass o tela.
In una cornice con vetro, a decidere è il tipo di vetro. Il vetro comune riflette circa l'8% della luce che riceve; sembra poco, ma davanti a un'opera scura basta a formare l'immagine di una finestra. Il vetro opaco (satinato) disperde il riflesso rendendolo sfocato; funziona bene quando l'opera è a contatto con il vetro, ma appena un passe-partout o una cornice profonda creano distanza, sfoca anche l'opera. I vetri antiriflesso trattati portano la riflessione sotto l'1%, secondo i valori indicati dai produttori, e mantengono la nitidezza. L'aspetto protettivo del vetro è trattato in cornice di qualità archivio.
Perché le opere scure riflettono di più
La quantità di riflesso non cambia con il colore dell'opera; cambia la sua visibilità. Davanti a un'opera chiara, il riflesso si mescola al tono chiaro che arriva da dietro e scompare. Il vetro davanti a una zona scura si comporta invece come la finestra di una stanza al buio: mostra tutto ciò che ha di fronte. Una composizione di campo su fondo blu scuro o verde scuro è più esposta ai riflessi rispetto a un'opera nei toni della terra rossa.
La conseguenza pratica è che la parete per un'opera scura sotto vetro va scelta con più attenzione. Sulla stessa parete un'opera chiara può stare senza problemi dove una scura disturba. Conta anche il colore della parete di fronte; una parete bianca davanti a un'opera scura si riflette sulla superficie come un velo sottile.
Piccole correzioni: inclinazione, altezza, tenda
Se non è possibile cambiare posto, si possono provare tre piccole regolazioni. La prima è l'inclinazione: portare il bordo superiore qualche grado in avanti rispetto alla parete sposta il riflesso verso il basso, verso il pavimento; è efficace contro i riflessi delle sorgenti a soffitto. La seconda è l'altezza: abbassare o alzare l'opera di qualche centimetro può portare il riflesso fuori dal campo visivo. La terza è la luce stessa: una tenda leggera, una lampada dimmerabile o un faretto orientabile ammorbidiscono la sorgente.
Passo dopo passo: collocare un quadro rispetto alla luce
1. Contate le sorgenti di luce della stanza: finestre, luci a soffitto, piantane, schermi.
2. Stabilite da dove l'opera sarà guardata più spesso; in piedi o da seduti?
3. Fate la prova dello specchio sulla parete candidata, di giorno, al centro e agli angoli.
4. Ripetete la prova la sera, con le lampade accese.
5. Se ci sono riflessi, provate a cambiare prima la parete, poi l'altezza, poi la luce.
6. Se il posto non può cambiare, scegliete la superficie in base al luogo: tela opaca oppure vetro antiriflesso.
7. Dopo averla appesa, guardate l'opera in ore diverse per una settimana; se serve, riorientate il faretto o la lampada.
Errori frequenti
— Controllare i riflessi solo in piedi e solo di giorno. Il posto a sedere e la luce serale sono prove a sé.
— Appendere un'opera scura sotto vetro esattamente di fronte alla finestra.
— Puntare il faretto sull'opera frontalmente, oppure da troppo lontano rispetto alla parete.
— Cercare il difetto nella stampa quando un'opera sembra pallida, senza considerare il riflesso di una parete chiara di fronte.
— Usare il vetro opaco in una cornice profonda o con un passe-partout largo; il riflesso diminuisce, ma anche l'opera si sfoca.
— Dimenticare la parete di fronte al televisore o a un grande schermo; anche uno schermo è una sorgente di luce.
— Spostare l'opera su una parete in pieno sole per liberarsi dei riflessi.
Superficie e luce da Aurecort
La Serie Quadri di Aurecort ha una superficie in tela e sta a suo agio sulle pareti di fronte a una finestra. La Serie Plexi ha una superficie lucida e dà il meglio sulle pareti in cui la luce arriva di lato. Nelle opere incorniciate, vetro UV e passe-partout privo di acidi fanno parte dell'attenzione del marchio per la qualità d'archivio. Il formato standard è 50 × 70 cm; se ci scrivete la posizione della parete rispetto alla finestra e le sorgenti di luce della stanza, la scelta della superficie può essere ragionata insieme su questa base. Le opzioni di vetro e di superficie si definiscono in fase di preventivo.
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Domande frequenti
Che cosa fare se un quadro riflette?
Per prima cosa individuate la sorgente con la prova dello specchio. Se è la finestra, spostate l'opera su una parete perpendicolare oppure usate una tenda leggera; se è una lampada, spostate la lampada. Se il posto non può cambiare, si può pensare a un vetro antiriflesso o a una superficie opaca.
Si può appendere un quadro di fronte a una finestra?
Sì; la tela opaca non dà problemi su quella parete. Le opere sotto vetro o a superficie lucida riflettono la finestra; il vetro antiriflesso riduce molto questo effetto.
Vetro antiriflesso e vetro opaco sono la stessa cosa?
No. Il vetro opaco disperde il riflesso e sfoca anche l'immagine man mano che l'opera si allontana dal vetro. Il vetro antiriflesso è trattato; riduce la riflessione mantenendo la nitidezza.
Con quale angolo va puntato un faretto su un quadro?
Circa 30 gradi dalla verticale è una misura pratica. Per ottenerla, il faretto si colloca a una distanza dalla parete pari a circa 0,6 volte la differenza di altezza tra il soffitto e il centro dell'opera.
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